La continuità della strage stradale ci interroga e chiede a tutti noi, di riflettere e di ascoltare la “voce del silenzio”, partendo dal ricordo di chi non ha più voce.
È difficile capire quello che si prova finché non si perde una persona cara o non si subiscono lesioni in un sinistro stradale. Secondo l’organizzazione mondiale della Sanità, ogni anno i sinistri stradali causano la morte di 1,3 milioni di persone. Inoltre, un numero compreso tra 20 e 50 milioni riporta lesioni, spesso invalidanti.
In Umbria il tasso di mortalità per incidenti stradali più alto d’Italia
Una strage continua
Secondo l’Istat, in Italia nel 2024 si sono registrati 173.364 incidenti stradali (+4,1% rispetto al 2023), con 3.030 decessi (-0,3% rispetto al 2023) e 233.853 feriti (+4,1% rispetto al 2023). La mortalità è rimasta sostanzialmente stabile, ma si è registrato un aumento sia del numero degli incidenti che dei feriti.
L’Umbria nel 2024 ha avuto 62 morti per incidenti stradali. Si tratta del dato più alto degli ultimi 9 anni ed è quasi il doppio rispetto al dato del 2016 che fu di 35.
Questo dato corrisponde a un tasso di mortalità di 73 morti ogni milione di abitanti, il più alto tra le regioni italiane, che, se confrontato con il resto d’Europa, ci collocherebbe poco sotto a Paesi come Romania e Bulgaria, ovvero quelli con i dati peggiori. La maggior parte dei morti umbri è incrementata proprio nel comune capoluogo di regione, Perugia, che è passato da 4 morti nel 2023 a 15 nel 2024: tra loro molte persone anziane e anche un ragazzo di 17 anni, Pierluigi Pescatori, investito e ucciso mentre attraversava la strada per andare a scuola. Una mattanza impressionante che si svolge nel silenzio generale e nelle lacrime dei familiari delle vittime, e che è continuata anche nel 2025: solo pochi giorni fa, a Perugia è stata investita e uccisa l’ennesima persona, mentre stava attraversando una strada sulle strisce pedonali.
MA NON CHIAMATELI INCIDENTI
La parola “incidenti”, e il modo in cui spesso vengono raccontati, induce a pensare che si tratti di fatti inevitabili, connaturati alla vita stessa, tutt’al più dovuti al “tragico destino”. Non è così.
Le cause principali che li determinano sono la velocità, l’obsolescenza e la “ratio” delle reti stradali e il comportamento umano, responsabile di oltre il 90% degli scontri.
Secondo il codice della strada (art.142 comma 1), i limiti di velocita vanno stabiliti in base a un unico criterio: tutelare la vita umana, che essendo il bene più prezioso viene prima di ogni altro interesse.
Diminuire la velocità a 30km/h; progettare spazi di circolazione stradali sicuri, sia nelle aree urbane sia nella viabilità extraurbana, adottando un approccio integrato alla mobilità; promuovere l’assunzione di comportamenti maggiormente responsabili, soprattutto quando ci si mette alla guida di mezzi più pesanti e veloci, quindi potenzialmente più pericolosi per se e per gli altri: sono queste le chiavi per andare verso quella “Vision Zero” che anche il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale ha dichiarato come unico obiettivo, ma dal quale le ultime scelte in campo di mobilità, a partire dal nuovo Codice della Strada, ci hanno invece allontanato.
Dobbiamo abituarci a pensare che le persone che guidano altri mezzi, vanno in bici, o stanno attraversando la strada, potrebbero essere i nostri figli o figlie, genitori, amici o amiche, parenti.
L’impegno di tutte le associazioni dei familiari delle vittime della strada, unite a quelle che si battono per una mobilità più equa e sostenibile, è quello di impedire che altre persone e famiglie debbano vivere l’intollerabile esperienza del dolore causata dalla perdita di un proprio caro per colpa della violenza stradale.
Ciascuno deve fare la propria parte per fermare questa strage
Chiediamo pertanto che le Istituzioni umbre decidano di ricordare, in modo non solo formale, la Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada.
Chiediamo ai media di dare voce alla Giornata del ricordo, diffondendo le iniziative di sensibilizzazione sociale finalizzate alla prevenzione, e cambiando il proprio modo di raccontare gli episodi di violenza stradale, in cui troppo spesso si colpevolizza la vittima e si tacciono o nascondono le reali cause che li provocano.
Per dare voce alla Giornata del Ricordo delle Vittime della Strada chiediamo ai Sindaci di illuminare (se possibile di rosso) un Monumento o un Palazzo importante della propria città.
- Patrizia Ramponi– Presidente Associazione Andrea Nardini e Referente di sede per AIFVS (Associazione italiana familiari vittime della strada) Passignano sul Trasimeno
- Paolo Festi – coordinatore FIAB Umbria (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta)
- Maurizio Zara – Presidente Legambiente Umbria

