A Terni terza tappa della campagna nazionale Legambiente “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”

A Terni sempre più caldo: in dieci anni i giorni oltre i 35 °C sono aumentati da 17 a 26 all’anno

Quartiere Villaggio Italia – Piazza della Pace sotto analisi: su 53 elementi di interesse monitorati, il 77,3% è completamente esposto al sole nelle ore centrali, con asfalto oltre i 50°C e uno scarto medio di +14°C tra temperatura a terra e ambientale. Scarse le infrastrutture blu con sole sei fontanelle e nessuna copertura ombreggiante

Azione di piazza a Largo Villa Glori per chiedere città + fresche, città + giuste: “Mentre l’OMS annuncia la terza ondata di calore in Europa e la Regione Umbria richiama alla massima attenzione nei confronti delle persone più fragili, è sempre più evidente che il caldo estremo è una questione climatica, sanitaria e sociale. Per questo è urgente rendere operativo il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, a partire dai territori più vulnerabili”

 
Nel pomeriggio presso il Parco della Legalità in Strada delle Grazie, si è tenuto un incontro pubblico durante il quale saranno presentati i risultati del monitoraggio realizzato nel quartiere Villaggio Italia – Piazza della Pace e consegnato un pacchetto di proposte per rafforzare le politiche di adattamento urbano alle ondate di calore. All’incontro hanno partecipato anche l’Assessore regionale all’Ambiente e il Direttore Generale di ARPA Umbria
 
CARTELLA STAMPA (foto, video) | SCHEDA TERNI
 
Temperature fino a 37 °C nei prossimi giorni a Terni. È quanto segnala il bollettino del sistema nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore, mentre la presidente della Regione Umbria richiama alla massima attenzione per persone anziane, fragili, categoria di lavoratrici e lavoratori esposte agli effetti delle ondate di calore. Un’emergenza che si inserisce in una tendenza che, secondo i dati climatici rielaborati dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente, appare ormai strutturale. A Terni, nell’ultimo decennio, i giorni con temperature superiori ai 35 °C sono aumentati da 17 a 26 all’anno, mentre le notti tropicali hanno raggiunto quota 55, quasi 19 in più rispetto alla media del periodo 2006-2015.
È in questo scenario che si inserisce la terza tappa della campagna nazionale “Che Caldo Che Fa”, dedicata al contrasto della cooling poverty e realizzata in collaborazione con il partner tecnico Ricerca sul Sistema Energetico (RSE) S.p.A. e con la Croce Rossa Italiana. Il monitoraggio, condotto a Terni nel quartiere Villaggio Italia durante le ore centrali del 24 e 25 giugno, fotografa gli effetti concreti del caldo estremo sulla vivibilità degli spazi urbani e mette in evidenza quanto sia difficile muoversi a piedi nelle ore più calde della giornata, soprattutto quando raggiungere servizi di prossimità, strutture di interesse pubblico o servizi di cura e assistenza non è una scelta ma una necessità.
Nel contesto di uno dei quartieri più fragili dal punto di vista socioeconomico della città umbra, Legambiente ha analizzato, secondo la logica della “città dei 15 minuti”due percorsi brevi e facilmente percorribili a piedi che attraversano i principali luoghi della vita quotidiana del quartiere. Nel complesso sono stati monitorati 53 punti di interesse, tra cui l’ospedale, il centro geriatrico cittadino, un supermercato, due fermate del trasporto pubblico e spazi di aggregazione. Di questi, 41 (il 77,3%) risultano direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata.
Le principali criticità si concentrano nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Carmelo, sul lato esposto al sole di viale Trento, sotto la pensilina della fermata dell’autobus lungo lo stesso viale, nei dintorni dell’ospedale cittadino e di un supermercato nelle vicinanze. In questi punti, le temperature medie delle pavimentazioni in asfalto superano i 50 °C, con uno scarto medio di circa 14 °C tra temperatura al suolo e temperatura dell’aria. Criticità significative emergono anche in Piazza della Pace, una delle principali aree di aggregazione del quartiere, dove la temperatura media delle superfici esposte al sole raggiunge valori prossimi ai 45 °C. A completare il quadro, la scarsa presenza di infrastrutture blu nell’area analizzata, con sole sei fontanelle, una casa dell’acqua e una piscina, e l’assenza di infrastrutture grigie di mitigazione, come portici o altre coperture artificiali, in grado di offrire riparo dall’irraggiamento solare.
Secondo Legambiente, i dati rilevati nel quartiere Villaggio Italia e Piazza della Pace confermano come le criticità urbanistiche presenti in molte città italiane, in particolare nelle periferie più svantaggiate, contribuiscano ad amplificare le disuguaglianze generate dalle alte temperature. Il caldo estremo, infatti, non colpisce tutte e tutti allo stesso modo: incide sulla salute, sulla qualità della vita e sull’accesso ai diritti fondamentali, con effetti particolarmente gravi per bambine e bambini, persone anziane, soggetti fragili e comunità maggiormente esposte.
L’iniziativa: Per denunciare questa situazione e ribadire l’urgenza di interventi strutturali per rendere le città più vivibili e resilienti, questa mattina Legambiente Umbria ha organizzato un’azione dimostrativa in Largo Villa Glori. L’iniziativa ha previsto la realizzazione di un’installazione simbolica in stile “spiaggia caraibica”, con piscina gonfiabile, ombrelloni, ventagli e altri elementi tipici dell’immaginario balneare, per richiamare, in chiave ironica e provocatoria, il rischio di una progressiva “normalizzazione” delle condizioni climatiche estreme alle latitudini italiane.
L’iniziativa è proseguita nel pomeriggio con un momento di approfondimento e confronto pubblico: a partire dalle ore 18.00, presso il Parco della Legalità in Strada delle Grazie, è stato presentato il report del monitoraggio della campagna a Terni, illustrandone i principali risultati. L’incontro è stato anche l’occasione per valorizzare le buone pratiche già attivate dagli enti del Terzo settore del territorio per contrastare gli effetti delle ondate di calore sulle fasce più fragili della popolazione e avviare un confronto con il Governo regionale e gli stakeholders locali sulle strategie di adattamento climatico.  Nel solco del claim Città più fresche, città più giusteLegambiente inoltre ha consegnato un pacchetto di sette proposte per rafforzare le politiche di adattamento urbano alle ondate di calore, chiedendo interventi concreti per ridurre le disuguaglianze climatiche e tutelare la salute della cittadinanza.
Le proposte: 1) Creare una mappatura pubblica dei luoghi idonei a diventare rifugi climatici presenti nella città di Terni e promuoverne la diffusione, garantendone accessibilità, fruibilità e informazioni aggiornate su orari e caratteristiche, ispirandosi a buone pratiche già sperimentate, come il progetto RESPIRO realizzato dall’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma in collaborazione con il Municipio Roma VIII, Legambiente Garbatella e CittàClima; 2) Adottare un Piano Calore di protezione civile per affrontare le ondate di calore, che sia al contempo di sollecito per l’adozione di un piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici; 3) Individuare e realizzare interventi di depavimentazione in aree pubbliche idonee, riducendo superfici asfaltate e cementificate a favore di spazi permeabili; 4) Adottare un Piano del Verde Urbano che rafforzi forestazione urbana, infrastrutture verdi e blu e la qualità dei parchi, coinvolgendo cittadini e associazioni nella loro cura e valorizzazione; 5) Incentivare il risparmio e il riuso dell’acqua, promuovendo sistemi di raccolta delle acque piovane, la riduzione delle perdite idriche e l’aumento delle superfici permeabili; 6) Incrementare l’ombreggiamento degli spazi pubblici, con alberature resilienti alla siccità e una gestione adeguata del verde presso fermate del trasporto pubblico, percorsi pedonali e ciclabili, piazze, parcheggi e servizi; 7) Promuovere, co-progettare e sostenere, in collaborazione con enti del terzo settore e realtà del territorio, iniziative accessibili alle categorie più fragili della popolazione per fronteggiare i rischi dovuti alle ondate di calore, partendo dall’esempio di iniziative virtuose come Fresca Estate, promossa dal Comune di Terni con AUSER Terni ODV e ANCeSCAO Umbria Sud.
“È significativo che sia l’OMS ad annunciare l’arrivo della terza ondata di calore, rendendo ancora più evidente che il caldo estremo è anche una questione sanitaria e sociale, oltre che climatica – sottolinea Mariateresa Imparato, responsabile giustizia climatica di Legambiente – Allo stesso tempo i dati ci ricordano che non siamo di fronte ad un fenomeno nuovo: a Terni, già nel 2023, le notti tropicali sono state 55. Il caldo intensifica i suoi effetti, ma i segnali erano già chiari da tempo, per questa ragione non possiamo più permetterci di agire in modo emergenziale. In Italia si continua, invece, a scontare un grave ritardo nell’attuazione delle politiche di adattamento. Il caldo estremo è una conseguenza diretta della crisi climatica e colpisce in modo profondamente diseguale: sono le persone più fragili e le periferie, spesso prive di verde e servizi adeguati, a pagare il prezzo più alto. La cooling poverty è ormai una nuova frontiera delle disuguaglianze urbane. Per questo, con la campagna Che Caldo Che Fa, chiediamo che il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici venga finalmente reso operativo, a partire dalle città e dai territori più vulnerabili, stanziando dei fondi attualmente assenti”.
 
Accanto agli aspetti problematici, il monitoraggio evidenzia anche una buona notizia: le soluzioni per ridurre gli effetti del caldo esistono e producono risultati misurabili e replicabili. Nel quartiere Villaggio Italia, il Parco delle Grazie ne è la dimostrazione più evidente: la presenza di alberi ad alto fusto, aree ombreggiate e superfici permeabili consente di registrare una temperatura dell’aria di 32,4 °C, ben inferiore ai 40,4 °C di Piazza della Pace e ai quasi 42 °C rilevati nei pressi del centro geriatrico. Anche la temperatura media del manto erboso, pari a 26,2 °C, conferma l’efficacia del verde nel mitigare il calore. Lo stesso fenomeno si osserva anche in altri punti del quartiere. In Piazza della Pace, i pochi spazi ombreggiati registrano 32,7 °C contro i 44,9 °C delle superfici esposte al sole, mentre il manto erboso si mantiene intorno ai 30,2 °C. Lungo Viale Trento, la copertura arborea abbassa la temperatura dell’asfalto da 51,2 °C a 34,8 °C. Presso l’ufficio postale, la presenza combinata di ombra e vegetazione mantiene la pavimentazione a 27,4 °C, mentre alla fermata dell’autobus l’ombra degli alberi riduce la temperatura dell’asfalto a 31,5 °C rispetto ai 54,2 °C delle superfici esposte. Anche la fermata di via A. Mozzoni conferma questo andamento, con il manto erboso a 31,2 °C e valori significativamente inferiori rispetto all’asfalto circostante.
Con la campagna che Caldo Che Fa vogliamo lanciare un appello alla Presidente Proietti che, solo pochi giorni fa, ha richiamato la cittadinanza alla prudenza e all’attenzione in vista della nuova fase di calore intenso che ha iniziato ad interessare nuovamente l’Umbria proprio a partire da questa settimana – mette in evidenza Martina Palmisano, Vice Direttrice di Legambiente Umbria e responsabile regionale della campagna -. Nel complesso il monitoraggio conferma che in tutte le situazioni osservate la presenza di alberi, superfici erbate e aree ombreggiate determina differenze termiche anche superiori ai 10-20 °C tra superfici esposte e aree protette. Un risultato che dimostra come gli interventi di adattamento non siano un obiettivo futuro, ma una risposta già oggi efficace per rendere gli spazi urbani più vivibili durante le ondate di calore e mitigare gli effetti della crisi climatica in città soprattutto a quelle fasce della popolazione più fragili e, dunque, più colpite da eventi estremiSono queste alcune delle soluzioni sulle quali chiediamo alla politica di investire per migliorare la qualità della vita delle persone che abitano le nostre città, attuando soluzioni ambientalmente e socialmente più giuste ed eque”.
 
Caldo estremo e vulnerabilità sociale: Terni, una città più esposta ai rischi
Accanto all’aggravarsi delle condizioni climatiche, evidenziate dall’attualità e dai dati rielaborati dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente, Terni presenta alcuni elementi di vulnerabilità sociale che possono amplificare gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione. L’indice di disuguaglianza nella distribuzione dei redditi è superiore alla media nazionale (13 contro 11,6), mentre il reddito medio è inferiore a quello italiano (24.418 euro). La popolazione presenta inoltre una quota crescente di anziani, tra le categorie più esposte agli effetti delle ondate di calore. Il tasso di occupazione rappresenta invece un elemento positivo, attestandosi al 69,4%, ben al di sopra della media nazionale (62,5%).
 
Nota metodologica. L’analisi è stata condotta all’interno del quartiere Villaggio Italia – Piazza della Pace, su un areale di circa 1 km², attraverso una fase preliminare di analisi online e una successiva verifica sul campo. Lo studio ha considerato la distribuzione di servizi sanitari accessibili, servizi di prossimità, strutture scolastiche, centri di aggregazione culturale e sportiva, aree verdi, infrastrutture grigie e aree blu, con particolare attenzione all’esposizione solare degli spazi nelle ore centrali della giornata (11:00-16:00). Il monitoraggio di Legambiente è stato effettuato il 24 e 25 giugno, tra le ore 11:00 e le ore 14:00, mediante rilievi con una termocamera, in grado di registrare la temperatura superficiale degli elementi urbani attraverso immagini all’infrarosso, e un igrometro, utilizzato per associare a ciascun rilievo i valori di temperatura e umidità relativa dell’aria. Le rilevazioni hanno permesso di confrontare le temperature tra aree esposte al sole e aree ombreggiate, valutando l’influenza dei materiali di pavimentazione e delle caratteristiche dello spazio urbano sul microclima locale. In alcuni punti è stata inoltre collocata una sagoma, al sole e all’ombra, per rappresentare simbolicamente l’esposizione di una persona alle diverse condizioni ambientali. Lo studio termografico è stato sviluppato lungo due percorsi di osservazione costruiti secondo il principio della “città dei 15 minuti”, privilegiando itinerari pedonali che attraversano spazi pubblici, aree verdi, servizi, fermate del trasporto pubblico e punti di aggregazione.