Spoleto: il paradosso della mobilità alternativa ostaggio di logiche passate

Legambiente Spoleto interviene sul dibattito parcheggi e ZTL: “Mentre il mondo corre verso la pedonalizzazione, noi discutiamo ancora di come riportare le auto tra i monumenti. Il commercio non si salva con il gas di scarico, ma con la bellezza e la vivibilità.”

C’è qualcosa che non torna nel dibattito pubblico di questi giorni a Spoleto. Ci guardiamo intorno e vediamo una città che ha fatto un investimento imponente: chilometri di tunnel, scale mobili e ascensori che portando le persone direttamente dal parcheggio direttamente nel cuore della centro storico hanno trasformato una città in collina, in una di pianura. Abbiamo ideato “Spoleto città senza auto”, uno dei progetti di intermodalità diventato un vero e proprio caso studio in Italia, opera ingegneristica e urbanistica che avrebbe dovuto cambiare il modo di vivere il centro storico.

Ed invece di proseguire, portando a conclusione un progetto di rigenerazione urbana, eccoci sempre qui, a parlare di riaprire la ZTL, di abbassare o eliminare i costi dei parcheggi come presunta “medicina” per il commercio, come se fossimo rimasti fermi agli anni ’80.

Il paradosso della modernità incompiuta
È come se avessimo comprato una bicicletta elettrica di ultima generazione per andare a lavoro e poi, per paura di sudare o di non trovare posto, decidessimo di continuare a usare il vecchio furgone diesel, lamentandoci pure del traffico.
Spoleto ha le gambe per camminare (e correre!), ma si ostina a voler restare seduta in macchina. Il sistema di mobilità alternativa non è un “optional” costoso e la ZTL non è un capriccio di qualche ambientalista: sono la spina dorsale di una visione moderna. Continuare a pensare che il commercio soffra perché non si può parcheggiare davanti alla vetrina è una scusa che non regge più alla prova dei fatti.

Guardiamoci intorno: dove si chiude, si vince
Non è una teoria di Legambiente, è quello che succede ovunque ci sia il coraggio di cambiare.
A Pontevedra, in Spagna, hanno chiuso il centro 20 anni fa. Risultato? I negozi non solo non hanno chiuso, ma sono aumentati. La gente è tornata a vivere in centro perché l’aria è pulita e i bambini possono correre.
A Lubiana, la capitale della Slovenia, la chiusura del centro è stata accolta con proteste feroci. Oggi? Nessuno tornerebbe mai indietro. Il centro è un salotto all’aperto pieno di vita e di acquirenti.
E guardando a casa nostra, le esperienze di città come Trento, Bolzano, Siena e Lucca dimostrano che la vivibilità urbana non è un lusso, ma un motore economico. Laddove l’auto cede il passo ai pedoni, i centri storici si trasformano in centri commerciali naturali capaci di attrarre flussi costanti e di qualità.
A differenza dell’automobilista, impegnato solo nella ricerca di un parcheggio, chi cammina vive la città: osserva le vetrine, consuma nei caffè e alimenta il commercio di vicinato. A Trento, il primato della vivibilità si traduce in un mercato immobiliare florido e in una vivacità che va ben oltre i mercatini stagionali. A Lucca, la mobilità dolce ha favorito la nascita di botteghe di alta qualità, armonizzando le esigenze dei residenti con quelle dei turisti.
Scegliere la pedonalizzazione e investire nel trasporto pubblico significa aprire la città alle persone. Non è solo una scelta ecologica, ma una strategia economica lungimirante: meno auto vuol dire più spazio alla bellezza, al commercio e alla socialità.

La sfida per Spoleto
Il commercio non si salva riaprendo le strade alle macchine, ma rendendo Spoleto così bella, pulita e facile da girare che le persone non vedono l’ora di venirci.
Abbiamo l’infrastruttura, abbiamo la storia, abbiamo la bellezza. Ci manca solo un pizzico di coraggio e meno polemiche sterili, per ammettere che la comodità di parcheggiare in Piazza del Mercato è la condanna a morte del nostro centro storico.

Occorre fare rete: l’amministrazione, le associazioni dei commercianti, i residenti del centro storico, le associazioni ambientaliste – queste ultime due tenute sempre fuori da ogni confronto – nell’interesse della città e per costruire la Spoleto del futuro, accogliente e accessibile a tutti!
Utilizziamo la tassa di soggiorno per per finanziare l’abbattimento delle barriere architettoniche negli alberghi. Sosteniamo i commercianti che legano progetti all’utilizzo dei parcheggi coperti. Studiamo strategie per riabitare il centro storico, magari recuperando strutture pubbliche da destinare ad housing sociale o promuovere accordi tra amministrazione e privati per mettere sul mercato immobili sfitti. Strutturiamo campagne di turismo pubblicizzando la mobilità alternativa, che è la nostra metropolitana a piedi che attraversa la città e dove magari si potrebbero anche organizzare mostre e performance di artisti.
Solo allora potremo raccontare al mondo che Spoleto è davvero la città dell’accoglienza: un luogo senza barriere, con strutture adeguate e un respiro finalmente libero dalle auto.

Legambiente Spoleto