Il SIN Terni-Papigno protagonista della quarta tappa della II edizione della campagna Ecogiustizia Subito – In nome del popolo inquinato di ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica, Legambiente e Libera per chiedere giustizia ambientale e sociale.
Flashmob a Papigno: cittadinanza e associazioni giocano a calcio vicino al campo abbandonato, simbolo dei ritardi nelle bonifiche, per chiederne la riapertura e la restituzione alla cittadinanza.
SCHEDA SIN TERNI-PAPIGNO | FOTO e VIDEO
“Ecogiustizia subito per il Sito d’Interesse Nazionale di Terni-Papigno, la cui bonifica, dopo oltre 20 anni,

È questo l’appello accorato che lanciano ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica, Legambiente e Libera nell’ambito della quarta tappa a Terni della II edizione della campagna nazionale “
Nel pomeriggio
Le richieste delle associazioni:
1) Sollecitare tutte le azioni per pianificare e attuare la bonifica del SIN Terni-Papigno, mantenendo attivo un tavolo di partecipazione tra istituzioni e cittadinanza, finalizzato a: sviluppare un piano generale di bonifica con un cronoprogramma dei ripristini ambientali, la messa a punto di una carta georeferenziata digitale delle aree di indagine e la comunicazione annuale dei dati sulla salute delle persone residenti.
2) Monitorare, attraverso forme e modalità di monitoraggio civico, l’attuazione degli impegni istituzionali, verificando il rispetto dei tempi per le attività di bonifica, il
3) Promuovere la riconversione industriale del SIN nell’ottica della transizione ecologica verso produzioni pulite, sicure, innovative, favorendo green jobs, in un contesto in cui oltre 8.300 imprese umbre hanno investito in progetti green tra il 2019 e il 2023 e la provincia ha registrato un calo demografico del 5% (ISTAT, 2025). A trainare il processo sarà l’Accordo di programma siglato tra Ministero delle Imprese, Regione Umbria e Comune di Terni con 1,1 miliardi di euro fino al 2028 per il rilancio del sito siderurgico di Acciai Speciali Terni (AST), da investire in efficienza energetica, sostenibilità ambientale e acciaio a bassa impronta di carbonio.
4) Stimolare la partecipazione attiva di cittadini e cittadine, associazioni e imprese per essere protagoniste in tutte le fasi: progettazione e realizzazione della bonifica, tutela della salute e riconversione industriale.
Aspetti sanitari. Secondo il sesto e ultimo studio SENTIERI, la mortalità generale e per i principali gruppi di cause per le persone residenti nel SIN è in eccesso per tutti i tumori maligni, per il tumore del polmone, della vescica, della mammella, per il gruppo di malattie glomerularie tubulo-
Il SIN di Terni-Papigno. Istituito con il D.M. 468/2001, perimetrato nel 2002 e poi riperimetrato nel 2004, il SIN si estende per circa 625 ettari, comprendendo il primo tratto della media Valnerina e le Cascate della Marmore. Include una vasta zona boschiva e agricola e diversi impianti industriali storici (siderurgici, chimici, elettrici e tessili). Tra questi l’Acciaieria oggi di proprietà Arvedi, prima SAFFAT (Società Alti Forni Fonderie ed Acciaierie di Terni); un sito di archeologia industriale dell’ex stabilimento elettrochimico di carburo di calcio attivato ormai dismesso; la centrale idroelettrica di Galleto e stazioni di trasformazione e distribuzione di Endesa e Gruppo Enel, il Polo di mantenimento armamento leggero del Ministero della Difesa e diversi siti industriali dismessi (l’ex stabilimento chimico di Papigno, l’ex Jutificio Centurini e l’ex lanificio Gruber). Comprende anche discariche e zone di stoccaggio di scarti industriali, tra cui la grande discarica di Valle dell’Acciaieria e l’ex discarica di Papigno. La storia giudiziaria del SIN è segnata dalla difficoltà di applicare il principio “chi inquina paga” a causa dei frequenti passaggi di proprietà che non hanno permesso di individuare le responsabilità storiche.
